sabato 21 febbraio 2026

Un maglione nuovo



Ultimo lavoro... un maglione sofficione ed estremamente caldo. 

I pannelli sono fatto a uncinetto tunisino n. 8 con un punto a coste, i bordi sempre a coste con uncinetto normale n. 6. 

Ho utilizzato il filato Acchiappasogni Color di Miss Tricoti Filati nella versione rossa.

È un filato simil mohair, leggermente  peloso e molto morbido: 35% lana merinos - 35% acrilico - 30% poliestere.





Il modello è il Maglione Tunisian Fluffy di Macramalex:

https://youtu.be/UnPI8vrFKdY?si=enptyhiQSDC595a5

La prima foto è migliorata con IA, le altre due sono dal vero. 

sabato 7 febbraio 2026

Figuracce olimpiche mondiali

Ieri sera ho seguito la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina.

Dapprima mi sono sintonizzata su Raiuno perché gratis, anche se dopo la svolta filogovernativa ho notato un crollo verticale della qualità della programmazione e dei professionisti.

Ho avuto giusto il tempo di ascoltare l'inizio di una telecronaca noiosa e la battutaccia su Puccini che doveva chiamarsi Bianchini per fare il tricolore con Verdi e Rossini. Dio mio. 

Dopo di che ho aperto la app di Discovery, fatto abbonamento mensile a 8 euro per vedermi tutte le Olimpiadi, e ho abbandonato la barca Rai, dove avevo provato a risalire con poche speranze.

Ho chiesto a qualche amica se fossi stata esagerata... mi hanno risposto che sono realista.

Oggi leggo sul Corriere di una figuraccia Rai mondiale (si prevedevano 2 miliardi di telespettatori, anche se ovviamente non tutti avranno ascoltato il commento in italiano).

Luoghi comuni, sessismo, incapacità di riconoscere atleti famosi, battute di bassa lega, censura su Ghali. 

Lo sapevo già da tempo eh. La redazione sportiva è stata ridotta a parcheggio. Il direttore (e telecronista di ieri, autonominatosi dopo l'esclusione di uno più esperto, da quanto scrive il Corriere, perché si è lasciato sfuggire la partecipazione di Mattarella al video introduttivo rovinando la sorpresa, ma almeno avrebbe forse avuto un po' di esperienza, se non altro...) ha già due volte subíto la sfiducia della sua redazione.

Mi piacerebbe sapere dove sta il Merito.

A quanto pare vale solo per alcuni. 

Se sei innocuo e fedele, ovunque va a finire che il posto te lo tieni, proprio per il Merito di essere innocuo e fedele.

Su Discovery, Luca Gregori, il bravissimo Max Ambesi e il regista David Livermore, a commentare su pace, inclusività, atleti nati e meno noti, discipline sportive, moda e costumi. 

Un ottimo commento.

Il servizio pubblico è morto, viva il servizio privato. 

venerdì 6 febbraio 2026

Tre code di drago

Tutte e tre sono in microfibra, due, fucsia e lilla, senza lurex; e una blu con lurex argento.

Il modello è di Elsa Faccio.

Il filato fucsia e quello lilla è "Anna" di Lane Mondial 100% microfibra PC.

Il filato blu è il Van Gogh Lux di Miss Tricot Filati 97% microfibra PC e 3% poliestere (lurex).

La dimensione è quella di una sciarpa non troppo lunga, da avvolgere un paio di volte attorno al collo.




Le foto sono mie ma modificate nello sfondo con IA.

mercoledì 14 gennaio 2026

Inconsapevole modello

 Ho appena finito di ascoltare il podcast Globo, di Eugenio Cau.

È un podcast che tratta di esteri, riservato agli abbonati de Il Post.

Nella puntata di oggi Cau intervistava la scrittrice italo-iraniana Pegah Moshir Pour sulle rivolte e la repressione in Iran.

Ad un certo punto ella dice che il film di Paola Cortellesi "C'è ancora domani" è stato visto in Iran e che alcune persone hanno paragonato la speranza iraniana a quella italiana del Dopoguerra: se finalmente il regime crollasse, potrebbero votare e decidere per un'altra vita.

Questo paragone mi ha profondamente commosso. 

Siamo un modello inconsapevole.

E purtroppo nel nostro paese non abbiamo più quelle aspirazioni e non riusciamo più a capirle.

Quanti italiani che hanno visto il film hanno capito il finale? Ben pochi probabilmente. 

Eppure, in un paese lontano, qualcuno lo capisce.

Quanto è vero che non conta la provenienza ma la sintonia con quello che risuona dentro la gente... 

E nel sentire di questa sanguinaria repressione mi viene a mente non la Resistenza, che pure avrebbe senso.

Mi vengono in mente quei poveri ventenni del Risorgimento, studenti visionari, che oggi nessuno ricorda quasi più se non per il nome di qualche via, che si fecero fucilare in nome di un'idea di nazione.

Prima che avessero successo, bisognó che si smuovessero i politici, che i Savoia si suicidassero con e senza Mussolini, ma alla fine siamo diventati Repubblica. Come molti di loro sognavano.

A volte mi chiedo se oggi lo rifarebbero, visto il paese che siamo. Forse sì. Ma ce lo meritiamo? 

Ce lo meritiamo ancora di essere eletti a esempio da alcuni giovani coraggiosi che rischiano la vita per un ideale di libertà?

Mentre qui in Occidente la libertà è ormai una parola vuota, in bocca alle peggiori persone come slogan senza senso.

venerdì 2 gennaio 2026

Commenti da profana sul Concerto di Vienna

By Michal Osmenda from Brussels, Belgium - The New Year's Eve Concert 2013 at The Wiener Musikverein, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24415250

 

Lo guardo ogni santo anno.

E ogni santo anno mi scandalizzo che la Rai non lo dia in diretta, preferendo il più provinciale e meno internazionale concerto della Fenice di Venezia, con programma musicale molto più impostato sulla tradizione lirica italiana, invece che sul tradizionale programma austriaco. 

Insomma... pur essendo il valzer non la più bella forma di musica esistente, a Capodanno è giusto che abbia la sua riscossa. 

E trovo miope e provinciale non trasmetterlo con priorità e sempre in differita. 

Quest'anno devo dire che mi è piaciuta molto la direzione moderna, gioiosa e quasi scazzottata del Maestro canadese Yannick Nezet Seguin, che nella mia profanità non conoscevo. Ma avendo diretto la Philadelphia Orchestra ed essendo attuale direttore alla Metropolitan Opera di New York ha un curriculum di tutto rispetto.

Ha interpretato il programma in modo allegro e gioioso, dando una nota lieve a tutta la musica, con dettagli da cesellatore nei piccoli dettagli di fiati, nelle percussioni presenti e attentamente dotate, sottolineando i momenti più forti o solenni con i fiati piuttosto che con rulli robianti, e dando molti, moltissimi tocchi di silenzio che io adoro letteralmente nella musica classica.

Per questo e per la gioia con cui stava sul palco mi ha ricordato Claudio Abbado, anche se Abbado aveva a mio parere una leggerezza per me incomparabile ad oggi.

Per quanto riguarda la modernità, ha fatto cantare gli orchestrali, si è gettato nel pubblico durante la Marcia di Radetzsky, e ha riscosso applausi fragorosi oltre che per la meritata musica anche per il suo atteggiamento. Veramente simpatico, ha portato freschezza in un ambiente che troppo spesso è quello dei parrucconi e dei "Signora mia dove andremo a finire".

Senza contare l'inserimento in programma di due compositrici donne, l'orecchino e lo smalto argentato. Il suo appello alla kindness, alla gentilezza.

Suo marito è violinista alla Metropolitan ed era lì. 

La rivoluzione gentile. Senza proclami ma nei fatti. La gioia di essere quello che si è e l'arte che la veicola. 

Grazie Maestro.

Unica cosa che non mi è piaciuta quest'anno è stata la decorazio e floreale, sontuosa come sempre: gigli, anteprima, orchidee, rose, ranuncoli... ma tutti in un abbinamento di rosso e rosa salmone che appariva alla fine slavato. Sicuramente da vicino sarà stato splendido, ma in tv non risultava per niente e rendeva la sala d'oro quasi spoglia. Certo una sala così  bella non ha bisogno di molto altro, ma per me ci voleva un tocco di colore maggiore. 

Sui balletti non commento perché non ho proprio sufficiente competenza, per la musica un pochino ne so. Posso dire che sono stati come sempre carini, ma nel complesso del concerto personalmente sono la parte che mi interessa meno.

Buon anno in musica 🎶 


giovedì 1 gennaio 2026

Coperta Indiana Afghan

 Buon 2026.

Ecco finita la coperta a cui lavoravo da qualche mese.

È fatta a uncinetto con tecnica a mosaico,  il filato è il Van Gogh Lux di Miss Tricot Filati, 5 gomitoli blu e 2 gialli.

È un filato in microfibra quindi facilmente lavabile e un gomitolo fa 700 metri, quindi resa altissima. L'ho scelto proprio per questo e per poterlo lavare in lavatrice. Anche se il lurex per una coperta forse è sprecato! 😅

Il modello è di Tinna Thórudóttir. Ne fa di bellissimi.

Trovate qui schemi e istruzioni, sono in inglese e a pagamento.

https://www.ravelry.com/patterns/library/indiana-afghan

Ho acquistato lo schema dividendo la spesa con alcune amiche che vogliono farla pure loro... e io ho fatto un po' da apripista. O da tester, come si dice.



Queste invece sono rielaborazioni fatte con AI per supplire alla mia scarsa capacità come fotografa.





lunedì 29 dicembre 2025

Bilancio letture 2025



Benvenuti al mio bilancio bibliologico annuale, ossia le letture 2025 (sulla scia di Federica del blog Una ciliegia tira l'altra e grazie alle statistiche di Goodreads, altrimenti col cavolo che tenevo il conto). 

Totale libri letti: 12. Pochissimi. Ho avuto un lungo periodo di blocco totale.

Statistiche inutili: nessun cartaceo e nessun audiolibro, esclusivamente e-book.

1 era un giallo, 3 romanzi, 2 rosa, 1 romanzo breve, 1 fantascienza, 1 diarii di viaggio, 3 fantasy storico. 5 autori maschi e 5 femmine (tre sono della stessa autrice).

Casa editrice più letta: Giunti con 3 testi, seconda Iperborea con 2.


Seguono le valutazioni personali, iniziando dai giudizi negativi.


MAGLIA NERA: "Nel bosco" di Thomas Hardy. E niente: io e questo autore non leghiamo. Ho voluto riprovare dopo la grande delusione di "Tess of the D'Urbervilles" ma il giudizio resta immutato. Negativo, denuncia le storture del suo tempo con una negatività che mi deprime. Ho letto poco anche per colpa sua che mi ha impegnato il Kindle per mesi senza che riuscissi a finirlo. Non ci provo più. 


Vince sia il Premio DELUSIONE sia il premio ANTIPATIA: "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" di Jonas Jonasson. Lodato da tutti, lo ho trovato di un umorismo nero che a me non è piaciuto, nonostante una buona ricostruzione storica di base. Troppi morti su cui ridere e senso morale dei protagonisti assente. Sì certo. Capisco che è un gioco ma... non mi ha divertito. Se quello era lo scopo ha fallito. E la voce narrante l'ho trovata... fastidiosa.


Premio INSAPORE: lo darei ai due rosa autopubblicati: "Regalami un sorriso" di Antonella Maggio e "Big Apple" di Marion Seals. Le trame avevano entrambe un ottimo potenziale ma alla fine sono due romanzi inoffensivi.


I libri più belli.


MENZIONE D'ONORE della giuria per il libro più particolare: "I Reietti dell'altro Pianeta" di Ursula K. Le Guin. Scoperto grazie a Marino Sinibaldi, edito nel 1974, è un libro vecchiotto di fantascienza che però ambienta nello spazio lo scontro tra una civiltà tutbocapitalista e una civiltà turbocollettivista. Interessantissimo e molto acuto nell'analisi, anche se un pochino di parte.


Premio "SOTTO MENTITE SPOGLIE", ovvero libri che tutto sommato... credevo peggio: "Io non mi chiamo Miriam" di Majgull Axelsson. Poteva essere un classico romanzo "da femmine" invece gestisce bene una storia complicata sulle minoranze sopravvissute ai lager. Non un capolavoro ma assolutamente apprezzabile.


Premio EMOZIONI: vedi il primo posto del podio. 👇


Premio ALLA MIGLIOR INTERPRETAZIONE non dovrebbe essere assegnato, così come quello per la RILETTURA DELL' ANNO, dato che non ho ascoltato audiolibri veri e propri e non ho riletto nulla di speciale: ma vorrei comunque segnalare la bella rilettura di "Canto di Natale" di Charles Dickens fatta in podcast da Matteo Caccia. Bel regalo di Natale,  anche se per motivi di durata non è integrale. 


Per il PREMIO DELLA CRITICA vedi il secondo posto del podio 👇.


Podio 2025. Rullo di tamburi.


3° POSTO: "Appia" di Paolo Rumiz

Eh vabbè, con Rumiz vado sul sicuro. Questo diario di viaggio è un pochino più retorico degli altri, e più "criticone", se mi passate il termine. Probabilmente perché è datato e perché siamo in Italia, dove una strada come l'Appia era stata per lungo tempo dimenticata. Quindi giù lamenti per la decadenza italiota (e diverse critiche incomprensibili alla gestione della via Francigena, ok che forse è troppo presa d'assalto ma...). Ma al di là di questi piccoli difetti resta sempre un ottimo libro di un autore che adoro. Tutto quello che scrive merita. Anche quando si sdegna!


2° POSTO e vincitore anche del PREMIO DELLA CRITICA: "Il Pastore d'Irlanda" di Gunnar Gunnarsson. Bello, bellissimo. È un racconto o romanzo breve, brevissimo. Non ha praticamente nemmeno una trama, racconta di un pastore che sfida il gelo islandese per recuperare le greggi in montagna. Probabilmente una grande e riuscita allegoria, e anche fuori dalla metafora resta una possente descrizione della sfida tra uomo e natura, che ti immerge in prima persona nell'ambiente, tanto che ti pare di essere lì al freddo, al buio, nella tempesta, nei ripari di fortuna, nelle meditazioni religiose. Uno stile scarno ma efficace, piu di un concetto che resta scolpito nella mente, veramente un piccolo capolavoro emotivo e letterario. Ero indecisa se metterlo addirittura al primo posto, ma avendo vinto anche il premio della critica ho preferito dare spazio a una cotta letteraria non da poco.


VINCITORE ASSOLUTO e anche premio EMOZIONI: la saga di "Hyperversum" di Cecilia Randall. 

Come per Harry Potter arrivo in grave ritardo. Mi ha assolutamente risucchiato nel Medioevo e da medievalista devo dire che la ricostruzione degli avvenimenti è piuttosto puntigliosa. I nomi e i casati sono inventati ma in modo credibile, a volte  sfruttando anche cognomi realmente esistenti. Anche i luoghi sono spesso di fantasia ma ben armonizzati coi luoghi veri. In pratica ti attacchi ai libri e non ne esci più. Al momento ho letto i primi tre volumi (per quanto sia una saga meritevole non credo che leggerò gli ultimi tre libri dedicati alla generazione dei figli dei protagonisti, perché temo rovini tutto). Un romanzo di avventure assolutamente avvincente, con un pizzico di fantasy. E non è solo un libro per ragazzi! Diverse amiche lettrici mi hanno confermato di esserne state affascinate come me. Straconsigliato assolutamente per tutte le età. 

Siamo arrivati in fondo anche questo anno. Auguro buone letture a tutti e Buon Fine Anno 2025.

Se sarà destino, leggeremo e recensiremo anche nel 2026.

Just live well. Just live. 

(Jojo Moyes, Me before you)