lunedì 29 dicembre 2025

Bilancio letture 2025



Benvenuti al mio bilancio bibliologico annuale, ossia le letture 2025 (sulla scia di Federica del blog Una ciliegia tira l'altra e grazie alle statistiche di Goodreads, altrimenti col cavolo che tenevo il conto). 

Totale libri letti: 12. Pochissimi. Ho avuto un lungo periodo di blocco totale.

Statistiche inutili: nessun cartaceo e nessun audiolibro, esclusivamente e-book.

1 era un giallo, 3 romanzi, 2 rosa, 1 romanzo breve, 1 fantascienza, 1 diarii di viaggio, 3 fantasy storico. 5 autori maschi e 5 femmine (tre sono della stessa autrice).

Casa editrice più letta: Giunti con 3 testi, seconda Iperborea con 2.


Seguono le valutazioni personali, iniziando dai giudizi negativi.


MAGLIA NERA: "Nel bosco" di Thomas Hardy. E niente: io e questo autore non leghiamo. Ho voluto riprovare dopo la grande delusione di "Tess of the D'Urbervilles" ma il giudizio resta immutato. Negativo, denuncia le storture del suo tempo con una negatività che mi deprime. Ho letto poco anche per colpa sua che mi ha impegnato il Kindle per mesi senza che riuscissi a finirlo. Non ci provo più. 


Vince sia il Premio DELUSIONE sia il premio ANTIPATIA: "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" di Jonas Jonasson. Lodato da tutti, lo ho trovato di un umorismo nero che a me non è piaciuto, nonostante una buona ricostruzione storica di base. Troppi morti su cui ridere e senso morale dei protagonisti assente. Sì certo. Capisco che è un gioco ma... non mi ha divertito. Se quello era lo scopo ha fallito. E la voce narrante l'ho trovata... fastidiosa.


Premio INSAPORE: lo darei ai due rosa autopubblicati: "Regalami un sorriso" di Antonella Maggio e "Big Apple" di Marion Seals. Le trame avevano entrambe un ottimo potenziale ma alla fine sono due romanzi inoffensivi.


I libri più belli.


MENZIONE D'ONORE della giuria per il libro più particolare: "I Reietti dell'altro Pianeta" di Ursula K. Le Guin. Scoperto grazie a Marino Sinibaldi, edito nel 1974, è un libro vecchiotto di fantascienza che però ambienta nello spazio lo scontro tra una civiltà tutbocapitalista e una civiltà turbocollettivista. Interessantissimo e molto acuto nell'analisi, anche se un pochino di parte.


Premio "SOTTO MENTITE SPOGLIE", ovvero libri che tutto sommato... credevo peggio: "Io non mi chiamo Miriam" di Majgull Axelsson. Poteva essere un classico romanzo "da femmine" invece gestisce bene una storia complicata sulle minoranze sopravvissute ai lager. Non un capolavoro ma assolutamente apprezzabile.


Premio EMOZIONI: vedi il primo posto del podio. 👇


Premio ALLA MIGLIOR INTERPRETAZIONE non dovrebbe essere assegnato, così come quello per la RILETTURA DELL' ANNO, dato che non ho ascoltato audiolibri veri e propri e non ho riletto nulla di speciale: ma vorrei comunque segnalare la bella rilettura di "Canto di Natale" di Charles Dickens fatta in podcast da Matteo Caccia. Bel regalo di Natale,  anche se per motivi di durata non è integrale. 


Per il PREMIO DELLA CRITICA vedi il secondo posto del podio 👇.


Podio 2025. Rullo di tamburi.


3° POSTO: "Appia" di Paolo Rumiz

Eh vabbè, con Rumiz vado sul sicuro. Questo diario di viaggio è un pochino più retorico degli altri, e più "criticone", se mi passate il termine. Probabilmente perché è datato e perché siamo in Italia, dove una strada come l'Appia era stata per lungo tempo dimenticata. Quindi giù lamenti per la decadenza italiota (e diverse critiche incomprensibili alla gestione della via Francigena, ok che forse è troppo presa d'assalto ma...). Ma al di là di questi piccoli difetti resta sempre un ottimo libro di un autore che adoro. Tutto quello che scrive merita. Anche quando si sdegna!


2° POSTO e vincitore anche del PREMIO DELLA CRITICA: "Il Pastore d'Irlanda" di Gunnar Gunnarsson. Bello, bellissimo. È un racconto o romanzo breve, brevissimo. Non ha praticamente nemmeno una trama, racconta di un pastore che sfida il gelo islandese per recuperare le greggi in montagna. Probabilmente una grande e riuscita allegoria, e anche fuori dalla metafora resta una possente descrizione della sfida tra uomo e natura, che ti immerge in prima persona nell'ambiente, tanto che ti pare di essere lì al freddo, al buio, nella tempesta, nei ripari di fortuna, nelle meditazioni religiose. Uno stile scarno ma efficace, piu di un concetto che resta scolpito nella mente, veramente un piccolo capolavoro emotivo e letterario. Ero indecisa se metterlo addirittura al primo posto, ma avendo vinto anche il premio della critica ho preferito dare spazio a una cotta letteraria non da poco.


VINCITORE ASSOLUTO e anche premio EMOZIONI: la saga di "Hyperversum" di Cecilia Randall. 

Come per Harry Potter arrivo in grave ritardo. Mi ha assolutamente risucchiato nel Medioevo e da medievalista devo dire che la ricostruzione degli avvenimenti è piuttosto puntigliosa. I nomi e i casati sono inventati ma in modo credibile, a volte  sfruttando anche cognomi realmente esistenti. Anche i luoghi sono spesso di fantasia ma ben armonizzati coi luoghi veri. In pratica ti attacchi ai libri e non ne esci più. Al momento ho letto i primi tre volumi (per quanto sia una saga meritevole non credo che leggerò gli ultimi tre libri dedicati alla generazione dei figli dei protagonisti, perché temo rovini tutto). Un romanzo di avventure assolutamente avvincente, con un pizzico di fantasy. E non è solo un libro per ragazzi! Diverse amiche lettrici mi hanno confermato di esserne state affascinate come me. Straconsigliato assolutamente per tutte le età. 

Siamo arrivati in fondo anche questo anno. Auguro buone letture a tutti e Buon Fine Anno 2025.

Se sarà destino, leggeremo e recensiremo anche nel 2026.

Just live well. Just live. 

(Jojo Moyes, Me before you)

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