Oggi è la festa di Cristo re dell'universo.
La liturgia propone il brano del buon ladrone che riconosce sulla croce l'autorità di Gesù e si salva.
Gesù è riconosciuto re sulla croce.
E mi domandavo: quanta gente oggi straparla delle radici cristianesimo e poi con un poveraccio condannato a morte si comporta come il ladrone cattivo?
Entrambi erano malfattori. Ma uno di loro ha almeno pietà di un compagno di galera. E così dimostra che non tutto è spento e che merita la salvezza per quel barlume di umanità.
Oggi invece abbiamo tanti cristiani che abbaiano. Tipo cane da guardia.
Non abbiamo da difendere la religione dei padri. Abbiamo da amare.
E veniamo ora alla notizia della famiglia antitutto che vive come primitiva nel bosco, rifiuta ogni minima comodità e a cui sono stati tolti i figli.
Il mio commento non è su di loro perché son cose che devono decidere i giudici.
Commento i commentatori.
E direi che si vede benissimo che c'è una differenza tra chi, anche moltissime donne, vive di un'etica atavica e patriarcale (i figli sono miei e ci faccio quel che voglio) e chi invece sottolinea che i figli devono avere una loro libertà di scelta considerandoli individui a sé con uno sviluppo che può essere indipendente da quello familiare.
Non do giudizi di merito perché secondo me dipendono molto dal grado di consapevolezza e forse anche di istruzione. Non sto dicendo chi ha ragione.
Mi rendo però conto che spesso tra i primi in questi casi si genera una incoerenza (forse apparente) tra quello che è la pretesa libertà di fare e invece la rigidità applicata quando chi sbaglia è un altro, un diverso, uno con cui non si simpatizza.
Libertari con tutti ma poi niente libertà per altre categorie che non siano la loro, intervento pesante dello stato nelle questioni di sicurezza, nessuna pietà per poveri e derelitti. E spesso (vedi sopra) grandi orazioni a Gesù Cristo.
Questo mi mette tristezza. L'incoerenza oppure in certi casi l'ipocrisia mi mette tristezza.
Ma speriamo in Cristo che ricapitola in sé tutte le cose.
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